Spazio Ascolto nel bene confiscato

Ogni bene confiscato alla mafia che giunge a riutilizzo, racchiude in sé un passato di illegalità, un presente di riscatto, un futuro di accoglienza.

C’è un bene nella zona Nord di Torino, un appartamento al numero 50 di corso Vigevano, acquisito alla fine degli anni Novanta con i proventi dell’usura.

Il presente di questo luogo inizia con la destinazione di riutilizzo del bene a fini sociali. Nel 2008 l’immobile viene consegnato al comune di Torino che individua nell’associazione Verba l’utilizzatore del bene. Verba è un’associazione molto attiva nel panorama torinese a supporto di persone con disabilità fisiche-motorie, collabora con il CAMAP (coordinamento auto-mutuo aiuto Piemontese) e con altri gruppi di auto-mutuo aiuto della realtà torinese.

Dalla loro proposta di riutilizzo nasce lo sportello “Spazio ascolto” per il supporto ai soggetti stranieri diversamente abili e alle loro famiglie.

Lo sportello fornisce interventi di mediazione linguistica per favorire il loro accesso ai servizi socio-sanitari e facilitarne l’inserimento nel tessuto sociale. Mira a raggiungere in modo particolare gli individui che maggiormente si trovano in una situazione di svantaggio come le donne e i migranti irregolari. L’idea dello sportello nasce quando l’associazione avverte l’assenza di uno spazio in cui accogliere e supportare questi soggetti, numericamente sempre più rilevanti nella nostra città.

La gestione dello spazio è affidata all’associazione in collaborazione con il centro culturale argentino e l’associazione AMACE che svolgono tutte le attività in forma volontaria.

Lo Spazio Ascolto sarà inaugurato a luglio 2011 e sarà attivo a pieno regime dal mese di settembre.

Il progetto si colloca all’interno del più ampio progetto “Prisma – per la promozione della cultura delle relazioni d’aiuto”, progetto nato in collaborazione con il servizio Passepartout del comune di Torino, che affronta i diversi aspetti delle problematiche che vivono i diversamente abili.

Nel ventaglio di settori ricoperti dal progetto Prisma si rilevano: sostegno psicologico, disabilità e sessualità, counseling, auto-mutuo aiuto, disabilità e immigrazione, formazione e sensibilizzazione.

Per avere ulteriori informazioni su questa esperienza, si può far riferimento al sito www.progettoprismatorino.org o rivolgersi allo Sportello Prisma in Via Palazzo di Città 13, Tel: 011.442.16.30, e-mail: [email protected]

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